PROGETTO K-NOW SAN BENEDETTO

Il Cammino di San Benedetto è un percorso di 300 chilometri tra Umbria e Lazio che ripercorre la storia di questo santo ancora oggi popolarissimo tra i fedeli. Il suo sviluppo, articolato su località di grande pregio storico , culturale e religioso, permette di gettare lo sguardo oltre i confini del turismo tradizionale proponendo una vera e propria “immersione spirituale” tra la natura , in particolare del Lazio , tra i luoghi che hanno segnato la vita e la predicazione del Santo di Norcia. Diffondere la conoscenza di questi luoghi e lo “spirito” della predicazione benedettina, incardinato sulla religione e la cultura risulta particolarmente utile ad un pubblico giovanile tra i “target” privilegiati della presente proposta. E’ ad essi che va rivolto infatti il messaggio peculiare del Monaco: la centralità dell’individuo. Essa è intesa come il punto di partenza su cui costruire tutto il resto. Una considerazione che ben si adatta a quelle “comunità particolari” cosi diffuse nelle nostre società. L’individuo singolo resta sempre il perno e la struttura portante intorno alla quale costruire l’organizzazione. Per San Benedetto la persona è intesa come totalità ed espressione di cuore, mente e corpo. Per costruire qualcosa di collettivo, occorre quindi che ciascuno lavori su stesso e che la struttura favorisca la consapevolezza individuale di obiettivi comuni.

Il Cammino K.Now San Benedetto prenderà le mosse dalla Provincia di Rieti, Poggio Bustone, luogo in cui il Cammino Benedettino incrocia quello di San Francesco (Santuari di Poggio Bustone e La Foresta). Lasciata la città di Rieti incontrerà la celebre abbazia di Farfa, fondata intorno alla metà del VI sec. sui resti di una villa romana, prima di arrivare all’abbazia di Santa Maria del Piano (Pozzaglia). Proseguendo il cammino si passerà nella Provincia di Roma, Licenza (villa di Orazio) e Convento di San Cosimato, a Vicovaro Mandela (Convento di San Cosimato, Grotte Benedettine, Acquedotto Romano).
La successiva stazione sarà collocata presso Subiaco, luogo fondamentale dell’esperienza benedettina in cui si fondono spiritualità, storia, arte e natura (Monasteri di San Benedetto e Santa Scolastica e Sacro Speco).
In uscita da Santa Scolastica e proseguendo sul Cammino s’incontra la Certosa di Trisulti. Dal piazzale della Certosa, un percorso in discesa in mezzo ai boschi condurrà al singolare eremo della Madonna delle Cese.
In uscita da Trisulti , verso la valle del fiume Liri s’incontrerà uno dei rarissimi esempi in Italia di “gotico cistercense”: l’Abbazia di Casamari. Fondata nel 1035 da monaci benedettini, venne poi completamente rimaneggiata dai cistercensi, e divenne un centro politico e religioso di enorme importanza. La chiesa gotica è un’autentica selva di pilastri; splendidi il chiostro, la Sala del Capitolo e il refettorio. Importantissima la biblioteca. Ma anche una foresteria poiché la regola imponeva l’accoglienza dei pellegrini.
Superati Arpino, le Gole della Melfa e Roccasecca, patria di San Tommaso, si giungerà al termine del Cammino, presso l’Abbazia di Montecassino. Un luogo dove si avverte, prepotentemente, il senso della grande Storia. Dal cimitero militare polacco, alla struttura della abbazia stessa: l’esterno, i chiostri, la cripta.

Identificati cosi i beni ambientali, storici e culturali lungo il Cammino, essi saranno descritti con tecniche testuali, e audio/video e formeranno la base dei contenuti (repository) sui quali sarà articolato il percorso di fruizione.
Come accennato quest’ultimo sarà incentrato su una “caccia al tesoro” multimediale direttamente accedibile da smartphone in uso al singolo utente. Quali i vantaggi di questa scelta?
1) Le cacce al tesoro digitali sono relativamente facili da realizzare, sono divertenti e formative: sembrano un gioco e mettono nelle condizioni di imparare molto, non solo relativamente alle domande poste;
2) possono essere realizzate come attività sia individuali sia di gruppo;
3) richiedono risorse Internet adeguate e di uso, oggi , comune;
4) sono propedeutiche all’acquisizione della consapevolezza che su Internet non basta saper trovare, ma è anche necessario saper valutare i risultati di una ricerca;
5) viene sfrutta la fisicità del luogo (o dei luoghi) e permettendo cosi di indirizzare il pubblico verso tutte le componenti rilevanti del territorio, facendo sì che vengano scoperti anche posti prima ignorati o non sufficientemente noti.